LA MEMORIA ORGANICA
Tratto da “Rebirthing” di Deva Daricha e tradotto da Swapana
La vita è lo spazio tra due respiri: il primo e l’ ultimo. Nel mezzo di quei due respiri, la coscienza incarnata ci regala l’esperienza di essere vivi. Ogni inspirazione riassume il nostro primo respiro.
Sotto il sottile, esitante fremito del respiro, sono nascoste le memorie cellulari organiche del primo che abbiamo fatto. E’ stata l’aspirazione alla vita, la discesa dello spirito nell’autonomia del corpo.
Per molti di noi il primo respiro ha avuto un impatto difficile.
Dal 1950, la moderna ostetricia con il suo approccio tecnologico nel campo della nascita (il grande mistero dello Spirito che discende nella materia), dimostra che solo poche persone hanno una nascita naturale.
Gli interventi ostetrici, le incisioni chirurgiche, l’uso del forcipe applicato alla testa del bambino per farlo uscire dall’utero, i farmaci somministrati di routine, le interferenze che avvengono nella delicata interazione tra madre e bambino, comportano che, in molti casi, il primo respiro avvenga in situazione di emergenza.
Decenni di ricerche dimostrano la pericolosità delle pratiche sopra descritte sulle ultime incarnazioni di esseri umani. Però questo viene ignorato o ridicolizzato perchè non si accorda con il sistema di credenze che domina nella medicina.
L’effetto di tali pratiche, continua a vivere nella mente organica: la mente del corpo, l’intelligenza delle cellule, degli organi, dei muscoli, dei tessuti e del sangue.
Queste memorie risiedono nell’ impercettibile perturbazione di inspirazione ed espirazione, e, se abilmente guidate, possono essere lasciate andare in modo sicuro.
Nel riportare il respiro ai propri ritmi naturali privi di restrizioni, rilasciamo anche la tensione del corpo che è progettato per il benessere e la gioia. Questo processo viene accompagnato dal rilascio delle tensioni ossessive profonde e dalle compulsioni che si trasformano in rilassamento e profondo benessere fisico.
I nostri corpi registrano anche altre memorie dolorose: traumi emozionali, malattie e incidenti dell’età infantile, l’impatto deicondizionamenti dei nostri genitori; tutto ciò è nascosto da qualche parte nella mente organica e influisce sul libero flusso del respiro e della vita.
E il corpo non ricorda soltanto la nascita, ma anche la nostra gestazione e, anche se può sembrare strano, l’unione della prima cellula e le condizioni che le stavano attorno.
E c’è di più.
La memoria genetica trattiene la memoria degli eventi che hanno avuto un impatto sui nostri antenati, e conseguentemente, il corpo conserva e mostra le memorie di eventi del passato dalle quali si dimostra che abbiamo già vissuto precedentemente su questo pianeta.
Tutti questi aspetti possono essere toccati e progressivamente guariti, nel rilascio delle tensioni che si evidenziano nel respiro.